Attenzione! Un nuovo libro

È un giorno importante perché posso (finalmente) condividere un progetto a cui lavoro da anni: un’inchiesta sulla vera valuta di questa epoca. Come funzionano e cambiano i meccanismi dell’attenzione in quest’epoca di notizie e notifiche costanti?

Ho intervistato esperti, viaggiato, provato a ricostruire i modelli delle aziende che organizzano la nostra attenzione, imparato persino che i pesci rossi hanno una soglia d’attenzione più alta della nostra (!). Il risultato è un libro pubblicato da Hoepli: Attenzione! Capire l’economia digitale ti può cambiare la vita.

Oggi ne scrive Gianni Riotta su La Stampa. Feedback is welcome!

Perché nello scetticismo generale le assicurazioni potrebbero davvero sfruttare la blockchain

Da Tuttosoldi, La Stampa, 10 settembre 2018

Quando uno dei padri di internet, Vint Cerf, ha twittato il 19 luglio un grafico con la parola blockchain, molti osservatori critici della «catena di blocchi», il database distribuito che supporta per esempio i Bitcoin e molte altre funzioni, hanno esultato. Il grafico di Cerf partiva da un’unica domanda, «Mi serve una blockchain?», e portava a una semplice risposta: «No». Il dibattito sulla presunta bolla della blockchain è già ricco di voci. In molti settori dell’economia le soluzioni tecnologiche con database distribuiti, ovvero senza un’autorità centrale come nel caso delle criptovalute senza «banca centrale», sembrano essere difficili da praticare e costose. Il World Economic Forum ha perfino elencato «undici domande» per aiutare i decisori e gli imprenditori a capire se la tecnologia sia adatta a risolvere uno specifico problema, prima di farsi travolgere dall’entusiasmo.

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Dazn e la famosa banda larga

Editoriale per La Stampa del 19 agosto 2018.

Quando Ciro Immobile ha controllato il pallone con sicurezza mandando a pascolare tre difensori del Napoli, sicuramente non ci stava pensando, ma stava per segnare il primo gol della Serie A nell’epoca digital-first, quella in cui potremo guardare le nostre benedette partite di pallone non «anche con app e pc», ma «per forza con app e pc». La novità è che a vincere parte dei diritti tv (i soldi che pagano i conti del calcio mondiale) è stato un gruppo inglese, Perform, che spera di replicare nello sport l’esperienza travolgente di Netflix con cinema e tv. Il marchio con cui si presenta a noi tifosi è Dazn (la conduttrice Diletta Leotta ci ha insegnato: si pronuncia Dazòn). Come Netflix, l’abbonamento si fa direttamente online, ha un costo contenuto (ma per ora offre solo tre partite di Serie A per giornata), si può cancellare con un clic e vedere dal telefono o dal computer, non ha pubblicità, proprio perché punta a vivere solo grazie ai ricavi degli utenti.

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Facebook entra nell’epoca della maturità

Da La Stampa del 27 luglio 2018.

A quattordici anni dalla sua nascita Facebook sembra iniziare la trasformazione verso una società matura, che non crescerà più a ritmi incredibili. I conti del secondo trimestre del 2018 registrano una crescita dei ricavi del 42% a 13,2 miliardi di dollari e 5,1 miliardi di utile (+31%), ma i nuovi iscritti sono in calo e in una conferenza con gli analisti la società guidata da Mark Zuckerberg ha fatto sapere che in futuro la crescita dei ricavi sarà inferiore al 10%. Wall Street ha preso immediatamente nota della previsione e il titolo è arrivato a perdere il 24% (chiusura a -18,96%). Continua a leggere