Non è sempre lunedì

Lunedì scopriamo quanto sarà già tardi.

ANSA/ Electrolux: ecco piano Serracchiani, pressing su Governo
Fvg chiede intervento diretto a Letta, lunedì risposte azienda (di Beniamino Pagliaro) (ANSA) – TRIESTE, 24 GEN – Lunedì è il giorno del giudizio per il futuro dell’Electrolux in Italia. Il gruppo svedese presenta i risultati dell'”investigazione” compiuta nei quattro stabilimenti italiani, con istituzioni, categorie economiche e parti sociali impegnate in una rincorsa per scongiurare le chiusure. Oggi la Regione Friuli Venezia Giulia, che teme per la sopravvivenza del distretto bianco del pordenonese e per i 1.100 operai di Porcia, ha presentato un piano di rilancio dell’industria da 98 milioni di euro, con interventi diretti su fisco, burocrazia e formazione e un elenco di proposte da condividere con il Governo. La presidente Debora Serracchiani, che mercoledì aveva chiesto le dimissioni del ministro Flavio Zanonato per la gestione della crisi Electrolux, è tornata a pressare l’esecutivo nazionale. Da una parte ha ribadito che l’attacco a Zanonato non aveva alcun movente “partitico o correntizio interno al Pd”, dall’altra ha chiarito che preferirebbe che l’interlocutore romano si chiami Enrico Letta, in considerazione del peso del settore e dei rapporti internazionali connessi. La presidente democratica ha scritto direttamente a Letta, chiedendo che nel prossimo semestre europeo sia posto anche il tema dei finanziamenti comunitari che finiscono per supportare le delocalizzazioni. ”Noi – ha detto Serracchiani – il nostro mestiere l’abbiamo svolto, siamo disposti a farlo anche di più, ma bisogna che lo facciano tutti, a partire dal Governo. Chiediamo al governo di fare il governo, con l’obiettivo di tenere in Italia tutta la produzione Electrolux senza rinunciare a uno degli stabilimenti”. L’accusa implicita, che viene ripetuta anche in ambienti sindacali, è che Electrolux avrebbe deciso di chiudere Porcia ma di salvare gli altri tre stabilimenti. Ma il Friuli Venezia Giulia non ci sta. Al contratto d’impresa lanciato da Unindustria Pordenone per il rilancio della competitività, con un taglio del 20% del costo del lavoro sui 24 euro all’ora, si aggiunge ora il piano della Regione. La speranza è ripetere la recente esperienza di Whirpool: convincere l’industria del Nord Europa che fare impresa in Italia si può, anche se i sindacati non risparmiano critiche al piano degli industriali, e l’opposizione di centrodestra critica Serracchiani. Poi toccherà davvero al Governo, con il piano del Ministero dello Sviluppo economico, e all’azienda, che finora è rimasta in silenzio e ha espresso solo un timido apprezzamento per la proposta di Unindustria. Lunedì si inizierà a capire la vera distanza tra i 24 euro all’ora di Porcia e i 6,5 della Polonia, con il dubbio che sia già troppo tardi.(ANSA).

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