Un’intervista con Luciano Floridi: robot, ambiente e le possibilità

Luciano Floridi è considerato tra i migliori pensatori e studiosi di quest’epoca. Avevo letto il suo “The Fourth Revolution: How the infosphere is reshaping human reality” e ancora letto più volte del suo lavoro, spesso sul blog di Luca De Biase. L’ho potuto intervistare per un numero di Origami, il settimanale monografico de La Stampa, dedicato alla rivoluzione dei robot. Eravamo partiti da un’altra mia intervista a Martin Ford, e a pensarci i due pensatori vanno letti uno dopo l’altro.

Origami è un foglio unico (e ampio) ma la carta è per definizione scarsa e dunque l’intervista fatta a Floridi non poteva trovare spazio per intero. L’ho riletta e la pubblico qua. In grassetto le domande e alcuni passaggi chiave.

Luciano Floridi

Dopo la rivoluzione dell’informazione ci avviciniamo a grandi passi nell’epoca dei robot. Come ci dobbiamo preparare?

“La prima cosa è che se invece di guardare a Hollywood guardassimo alla Fiat, sarebbe meglio. Dovremmo guardare alla robotica per come la nostra industria automobilistica l’ha creata veramente. È quella robotica che stiamo vedendo uscire dalle fabbriche e entrare in casa in ufficio, in piazza con il robottino che pulisce a terra, che rimpiazza la segretaria o il segretario.

Continua a leggere

Una nuova fase

I conti delle grandi aziende tecnologiche raccontano una nuova fase: abbiamo comprato così tanti telefoni che ora li usiamo: perché l’iPhone frena e Facebook corre?

È una nuova fase, più matura. Il presente sono i servizi digitali, dove la produzione del valore non è più nell’hardware e i margini sono tanto interessanti quanto complessi da indovinare.

Come funziona il newsfeed di Facebook

Sono andato a Menlo Park nel quartier generale di Facebook per intervistare il capo degli ingegneri del newsfeed, la funzione principale e più importante del social network. Sulla Stampa e qua il mio pezzo.

2015-03-31-a6-facebookhq.ebcec

Tom Alison ha appena pubblicato una nuova foto profilo. Sua figlia spunta da dietro e lo abbraccia. La pubblica su Facebook e gli amici commentano, come un miliardo di utenti ogni giorno, come tutti noi. Ma Tom Alison è anche il signore che scrive le regole per cui noi tutti vedremo – o non vedremo mai – quella foto, l’ultimo video di Donald Trump o l’ultim’ora del New York Times. È il capo degli ingegneri del newsfeed di Facebook: guida una squadra di oltre cento persone che programmano gli algoritmi che danno vita, ogni istante, al flusso di informazione che ci appare davanti agli occhi, alla rappresentazione della nostra realtà.

«La speranza e l’obiettivo è che ogni utente possa incontrare il contenuto che davvero gli interessa», dice Alison, che ci parla in una sala profumata di legno del nuovo quartier generale di Facebook a Menlo Park , in California, quaranta minuti di auto a Sud di San Francisco e a quindici minuti da Mountain View, la casa di Google. «Possono essere le storie dei suoi amici o della famiglia, ciò che è rilevante per l’utente - aggiunge -: questo è il punto base di tutte le decisioni e le regole che spiegano il funzionamento del newsfeed. Il nostro prodotto funziona quando le persone sono connesse a ciò che interessa loro su Facebook».

Continua a leggere