Facebook entra nell’epoca della maturità

Da La Stampa del 27 luglio 2018.

A quattordici anni dalla sua nascita Facebook sembra iniziare la trasformazione verso una società matura, che non crescerà più a ritmi incredibili. I conti del secondo trimestre del 2018 registrano una crescita dei ricavi del 42% a 13,2 miliardi di dollari e 5,1 miliardi di utile (+31%), ma i nuovi iscritti sono in calo e in una conferenza con gli analisti la società guidata da Mark Zuckerberg ha fatto sapere che in futuro la crescita dei ricavi sarà inferiore al 10%. Wall Street ha preso immediatamente nota della previsione e il titolo è arrivato a perdere il 24% (chiusura a -18,96%). Continua a leggere

Una Onu delle notizie. La proposta del Reuters Insistute

Da La Stampa del 18 aprile 2018.

Per costruire un ecosistema sostenibile dopo la grande guerra delle incomprensioni tra giornali e piattaforme digitali è tempo di far nascere una nuova istituzione, le «Nazioni Unite delle notizie». La proposta del direttore del Reuters Institute per lo studio del giornalismo è controintuitiva perché arriva dopo anni in cui abbiamo quasi fatto l’abitudine a leggere dati sulla sfiducia verso le istituzioni. Istintivamente dubitiamo che ci serva proprio un nuovo corpo super partes per ritrovare l’equilibrio.

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Il grattacielo più alto di San Francisco e il senso di colpa del tech

Da La Stampa del 9 gennaio 2018.

Quando ieri i primi dipendenti di Salesforce hanno varcato i tornelli della loro nuova torre, che svetta su San Francisco, hanno infranto inconsapevolmente l’ultimo tabù dell’industria tech. Dall’epoca delle start-up nei garage di casa i colossi digitali prendono quota, fino ai 326 metri del grattacielo che ospiterà i lavoratori della società di software per le imprese. Non è la prima volta che un grande del tech si regala un quartier generale costoso, ma finora Apple, Google e Facebook avevano investito sui campus e l’aspirazione all’altezza era ancora affare del potere tradizionale, quello finanziario.

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Un’intervista con Luciano Floridi: robot, ambiente e le possibilità

Luciano Floridi è considerato tra i migliori pensatori e studiosi di quest’epoca. Avevo letto il suo “The Fourth Revolution: How the infosphere is reshaping human reality” e ancora letto più volte del suo lavoro, spesso sul blog di Luca De Biase. L’ho potuto intervistare per un numero di Origami, il settimanale monografico de La Stampa, dedicato alla rivoluzione dei robot. Eravamo partiti da un’altra mia intervista a Martin Ford, e a pensarci i due pensatori vanno letti uno dopo l’altro.

Origami è un foglio unico (e ampio) ma la carta è per definizione scarsa e dunque l’intervista fatta a Floridi non poteva trovare spazio per intero. L’ho riletta e la pubblico qua. In grassetto le domande e alcuni passaggi chiave.

Luciano Floridi

Dopo la rivoluzione dell’informazione ci avviciniamo a grandi passi nell’epoca dei robot. Come ci dobbiamo preparare?

“La prima cosa è che se invece di guardare a Hollywood guardassimo alla Fiat, sarebbe meglio. Dovremmo guardare alla robotica per come la nostra industria automobilistica l’ha creata veramente. È quella robotica che stiamo vedendo uscire dalle fabbriche e entrare in casa in ufficio, in piazza con il robottino che pulisce a terra, che rimpiazza la segretaria o il segretario.

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