#ijf14: giorni belli, un Festival necessario

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#ijf14, fotografia di Alessio Jacona

 

È facile dirlo ora, ma è giusto dirlo, in ogni caso: bravi ad Arianna Ciccone e Christopher Potter per aver voluto, creduto, e fatto, il Festival Internazionale del Giornalismo anche nel 2014.

Sono stati giorni belli, di lavoro e di riflessione, vissuti con amici. Il panorama del giornalismo italiano a volte appare plumbeo, ma un po’ di idee ci sono. Avere un luogo e un contesto per ragionare a voce alta, con facilità, è una fortuna, è necessario.

Ero dubbioso sul crowdfunding, ma forse sbagliavo. Google ha confermato la partnership anche per il 2015, gli altri – se sono intelligenti – seguiranno. Anche questo è un cambiamento in corso: un po’ alla volta le (persone che fanno le) aziende si accorgono che ragionare sul Cpp (costo per partecipante?) è miope e inutile. Essere partner di un Festival vuol dire crederci, saper raccogliere da vicino le idee e gli stimoli. Ho visto i signori di Google sia sul palco che in platea, ad ascoltare. Ecco la differenza.

 

Too much college, appunti su “How to be-come Smart”

Il tema guida del 2014 di State of the Net è “How to be Smart. For Real“. Inizio a prendere appunti in vista della riunione del nostro comitato promotore, perché continuo a pensare al lato “How to be-come Smart”. Le migliori università? Laszlo Bock, senior vice president per il personale a Google, dice:
Too many colleges “don’t deliver on what they promise. You generate a ton of debt, you don’t learn the most useful things for your life. It’s [just] an extended adolescence”.
E ancora:

“G.P.A.’s are worthless as a criteria for hiring, and test scores are worthless. … We found that they don’t predict anything”.