Le regole per internet (dopo i diritti)

Anna Masera ha prima dato vita, quand’era capo ufficio stampa della Camera, al lavoro della Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet. Il risultato è la Dichiarazione dei diritti in Internet. Il libro uscito per Laterza e firmato con Guido Scorza mette in fila l’esigenza di regole per garantire diritti. Qua la mia recesione per La Stampa.

Welcome #DDayFVG

Arriva il Digital Day in Friuli Venezia Giulia, una giornata per raccontare e vivere la rivoluzione digitale, portarla nelle scuole e nelle piazze (speriamo anche nelle aziende).
Domani State of the Net partecipa al #DDayFVG con un workshop sugli Open Data a Pordenone. La piccola rivoluzione (culturale) è sempre protagonista di State of the Net, quest’anno #sotn14 è in agenda tra il 12 e il 14 giugno a Trieste.

Please, save the date for #sotn14

My Smart-phone reminds me to create an Event. Being Smart will be the theme of State of the Net 2014. Save the date.

We all hear too often about smart cities, smart communities, our inseparable smart phones, smart moving, smart politics, smart food. We want to extend this concept to the whole society, while facing the biggest and scariest transformation since industrialization: there must be a different way of thinking, of doing things, more efficient, quicker [continue reading our announcement]

La macchina virtuale

La nuova pubblicità di Renault prova a solleticare l’attenzione dell’utente facendo leva su un luogo comune vecchio e duro a morire: il mondo virtuale di voi cattivoni è per nerd che stanno chiusi in casa e non vanno al mare. Mentre noi che compriamo la Renault andiamo a divertirci un sacco con sorrisi e spensieratezza, baciamo belle ragazze dopo aver litigato e tiriamo palle di neve.

renaultspot

Lo spot parla di “dvd (eh?), memory card, hard drives, cloud (almeno!)”. Cose da cattivoni. Ma avverte: “Before storing memories first you need to live”. Abbiamo bisogno di vivere, dice Renault, mica stare ad archiviare foto in cassettoni sulle nuvole. Potremo continuare con gioia a non scegliere Renault. Ma la scelta di una pubblicità – per definizione, popolare – riafferma un fastidio per quello che appare virtuale che c’è in tanti, vecchi e meno vecchi.