Martin Ford: il lavoro di domani, noi e i robot [english interview included]

 

The Rise of Robots” di Martin Ford fa venire in mente la vecchia (e detestata) pratica dell’obbligo di lettura. Come a scuola. Prima di iniziare un qualsiasi vociante dibattito sul futuro, sull’innovazione dirompente, ma anche sull’ineguaglianza, leggete il libro di Martin Ford. L’economista nato in Inghilterra e cresciuto negli Stati Uniti apre lo sguardo, con i numeri, senza lamentele, su un futuro ineluttabile, con l’ambizione di una proposta.

Ho letto il suo libro qualche mese fa e l’ho intervistato per il settimanale de La Stampa.

[Please find below the english version of my interview with Martin Ford]

Martin Ford (foto Npr)

Il suo libro sembra quasi un’ultima chiamata ai leader mondiali. Il futuro del “nostro sistema” sembra a rischio. La prima domanda è dunque: perché non ci siamo accorti prima di ciò che stava accadendo? I politici e gli economisti guardavano i numeri sbagliati?

“La più grande ragione per cui le persone, e specialmente gli economisti, sono lenti a comprendere il tema dei robot è la lunga storia di falsi allarmi. Duecento anni fa in Inghilterra i Luddisti temevano che le macchine avrebbero preso il loro posto di lavoro. Nel 1964, più di cinquant’anni fa, fu presentato un report ufficiale al presidente Lyndon Johnson in cui si parlava di milioni di lavori persi a causa dell’automazione industriale. Erano paure premature. Ora, infine, la tecnologia che giustifichi quei timori sta arrivando. Ma ci sono stati così tanti falsi allarmi nel passato che le persone tendono a rimuovere il problema”. Continua a leggere

Non è sempre lunedì

Lunedì scopriamo quanto sarà già tardi.

ANSA/ Electrolux: ecco piano Serracchiani, pressing su Governo
Fvg chiede intervento diretto a Letta, lunedì risposte azienda (di Beniamino Pagliaro) (ANSA) – TRIESTE, 24 GEN – Lunedì è il giorno del giudizio per il futuro dell’Electrolux in Italia. Il gruppo svedese presenta i risultati dell’”investigazione” compiuta nei quattro stabilimenti italiani, con istituzioni, categorie economiche e parti sociali impegnate in una rincorsa per scongiurare le chiusure. Continua a leggere

Fare finta di niente

Foto - Messaggero Veneto

Il corteo di oggi a Pordenone (Foto Messaggero Veneto)

Scene già viste: una fabbrica che chiude e che si sapeva avrebbe chiuso. Un’azienda che non rispetta gli impegni annunciati. Un sindacato che ripete slogan stanchi. I giornali locali scandalizzati. I giornali nazionali che non se ne accorgono, perché non è Fiat o Alitalia. Diecimila in piazza. Ma da quanto sappiamo che uno stipendio mensile in Repubblica Ceca può valere un terzo dell’Italia? Da quando sappiamo che non ci interessa affatto di chi ha costruito la nostra odiata lavatrice? In mezzo rimangono i lavoratori. Ma si sapeva, e per tanto si è fatto finta di niente.