Una Russia diversa

Tre giorni a Mosca, appunti dal cuore dell’economia russa. Con qualche problema non ignoto in Italia.

 

ANSA/ Russia: il gigante e l’Europa, paura crescita a Mosca
Clima cupo alla conferenza degli imprenditori, ma accordo con Italia
(di Beniamino Pagliaro)
(ANSA) – MOSCA, 29 NOV – La ripresa economica nel 2013 che rallenta. La sfida con l’Europa. Le tante regioni senza uno standard e i problemi di competitività. I giovani che tornano a sognare il posto fisso. Il gigante russo ha paura? Il clima alla conferenza annuale degli imprenditori di Mosca, riuniti nella sede della municipalità, non è dei migliori.
Da Vilnius e Kiev arrivano gli aggiornamenti sull’Ucraina. Continua a leggere

ANSA/ Russia: il gigante e l’Europa, paura crescita a Mosca

ANSA/ Russia: il gigante e l’Europa, paura crescita a Mosca
Clima cupo alla conferenza degli imprenditori, ma accordo con Italia
         (di Beniamino Pagliaro)
(ANSA) – MOSCA, 29 NOV – La ripresa economica nel 2013 che
rallenta. La sfida con l’Europa. Le tante regioni senza uno
standard e i problemi di competitività. I giovani che tornano a
sognare il posto fisso. Il gigante russo ha paura? Il clima alla
conferenza annuale degli imprenditori di Mosca, riuniti nella
sede della municipalità, non è dei migliori.
Da Vilnius e Kiev arrivano gli aggiornamenti sull’Ucraina. I
partecipanti al forum della Moscow Entrepreneurs Association
alzano anche il tono della voce, si appassionano. Al tavolo ci
sono tanti degli uomini dell’economia “che conta” in Russia. Il
tema del giorno è l’Ucraina, e Alexander Levchenko, numero uno
di Business Russia nella regione moscovita, chiarisce subito:
“L’Ucraina ha il 50% di russi per nazionalità, il resto è di
‘mezzi ucraini’ e russi, e l’Europa cerca di interferire con
questa situazione. Abbiamo la tradizione – conclude – di non
aspettarci nulla di buono dall’Europa”. La questione conferma
tutto il proprio peso economico, ancor prima che politico.
Ma i timori riguardano tutta l’economia, se il presidente
dell’Associazione delle Banche Russe (Arb), Garegin Tosunyan,
parla di “alcune preoccupazioni” per il clima economico: “Ci
sono trend positivi, ma vediamo rischi di decrescita e anche di
recessione”, aggiunge. L’ansia maggiore nel mondo bancario
deriva dalla deregulation dei prestiti, che “può portare a una
recessione”, ma Tosunyan garantisce che la Banca centrale russa
non vuole ridurre le licenze delle banche, come sostengono
alcuni media. Il punto è l’andamento dell’economia russa – il
Pil crescerà dell’1,8% nel 2013 secondo la Banca Mondiale, che
ha tagliato le stime – che mette il Paese “dietro ai Brics e
anche dietro l’Europa”, nota l’Associazione delle Banche, anche
se comunque l’Eurozona dovrebbe chiudere il 2013 in leggera
flessione (-0,4%).
Non sono soltanto i numeri a spaventare. Nikolai Levitsky,
presidente di Business Russia, viene presentato come “colui che
ha dato il 99% delle idee alla politica economica di Vladimir
Putin”, incluso il piano da 25 milioni di posti di lavoro entro
il 2020; le sue parole sono nette: “Oggi il clima è negativo,
tutti i giovani vogliono entrare nelle aziende pubbliche. Il
numero di giovani che vuole fare l’imprenditore – sottolinea – è
tornato ai livelli dell’Unione sovietica”.
Il tema chiave dei lavori è la competitività delle regioni.
Dall’Adygeya a Yaroslavl, la grande Federazione Russa è fatta da
83 regioni divise in otto distretti. Ma – nota Levitsky – non
c’è uno standard stabile per tutte le regioni, molte non
dispongono nemmeno di un sito internet. Poi c’è l’assenza di
infrastrutture e la difficoltà nei rapporti con lo Stato: senza
i famosi costi standard i governatori frenano la spesa per
investimenti, intimoriti dal rischio di venire incriminati per
un danno al bilancio centrale. Così ogni anno – viene fatto
notare – la Federazione chiede più fondi alle regioni, e si
arriva al deficit anche nei distretti dell’energia.
La nota meno cupa arriva al termine, quando l’Associazione
firma un accordo con Informest, agenzia del governo italiano e
delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto che ha sviluppato
un social network per far incontrare imprese italiane e russe.
In pochi mesi sono arrivate oltre 220 iscrizioni. Anche il
gigante deve dialogare.(ANSA).