Dazn e la famosa banda larga

Editoriale per La Stampa del 19 agosto 2018.

Quando Ciro Immobile ha controllato il pallone con sicurezza mandando a pascolare tre difensori del Napoli, sicuramente non ci stava pensando, ma stava per segnare il primo gol della Serie A nell’epoca digital-first, quella in cui potremo guardare le nostre benedette partite di pallone non «anche con app e pc», ma «per forza con app e pc». La novità è che a vincere parte dei diritti tv (i soldi che pagano i conti del calcio mondiale) è stato un gruppo inglese, Perform, che spera di replicare nello sport l’esperienza travolgente di Netflix con cinema e tv. Il marchio con cui si presenta a noi tifosi è Dazn (la conduttrice Diletta Leotta ci ha insegnato: si pronuncia Dazòn). Come Netflix, l’abbonamento si fa direttamente online, ha un costo contenuto (ma per ora offre solo tre partite di Serie A per giornata), si può cancellare con un clic e vedere dal telefono o dal computer, non ha pubblicità, proprio perché punta a vivere solo grazie ai ricavi degli utenti.

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