Try to explain this: Bosnia Herzegovina

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Fresh pomegranate at Sarajevo market

Back from Sarajevo, where I attended the South East Europe Media Forum and interviewed the president of Bosnia Herzegovina, Zeljko Komsic, I keep thinking about the apparentĀ incommunicability of this country.

Back home I tried asking some friends about the strange three-men (one Bosniak, one Croat and one Serb) Presidency. Almost nobody knew that, but everyone remembered the Dayton agreement that – at least in words – Komsic would like to get over, as he said in my ANSA interview (with my colleague Stefano Giantin).

>ANSA-INTERVISTA/ Bosnia: presidente, superare Dayton da soli

>ANSA-INTERVISTA/ Bosnia: presidente, superare Dayton da soli
Komsic all’ANSA critica Ue, accordi ’95 vanno rivisti fra noi
(di Beniamino Pagliaro e Stefano Giantin)
(ANSA) – SARAJEVO, 8 OTT – La Bosnia Erzegovina deve superare
l’eredita’ delle intese di Dayton “attraverso un accordo interno
al Paese, tra leader politici, perfino religiosi, senza
cosiddetti aiuti esterni e senza una conferenza internazionale.
Dobbiamo farlo da soli”. Il presidente della Bosnia, Zeljko
Komsic, riapre in un’intervista all’ANSA il dossier dell’accordo
di pace che che nel 1995 chiuse la guerra civile jugoslava in
Bosnia e di cui il 21 novembre cade il 18/mo anniversario.
Tra crisi economica e stallo politico, la Bosnia e’
considerata da molti osservatori una sorta di ‘buco nero’
dell’area balcanica, mentre la Croazia e’ entrata in Europa e la
Serbia ci si avvicina. Il Pil pro capite del Paese vale appena
il 28% di quello della media Ue-27, la disoccupazione tocca il
40%, e dopo la recessione del 2012 l’economia bosniaca crescera’
solo dello 0,5% nel 2013 secondo le stime del Fondo monetario
internazionale. Il presidente di turno della presidenza
bosniaca, il croato Zeljko Komsic, prova a superare i problemi
attaccando Bruxelles sulla mancata integrazione. Secondo Komsic,
il problema non e’ che l’Unione Europea ” chiede troppo” alla
Bosnia Erzegovina, bensi’ e’ che “non chiede nulla, e non chiede a
noi di attuare la sentenza Finci-Sejdic”. Il riferimento e’ alla
decisione della Corte europea dei diritti umani, che risale al
2009, secondo cui il sistema tripartito per l’elezione di serbi,
croati e bosgnacchi (i bosniaci musulmani) e’ discriminatorio
perche’ viola i diritti delle minoranze. Un verdetto rimasto
senza seguito. Molti temono infatti che andare a toccare la
costituzione significherebbe sconvolgere per sempre l’equilibrio
a tre sancito a Dayton, anche se in parte la societa’ civile
bosniaca sta crescendo.
Komsic chiede in qualche modo il diritto di attuare la
sentenza e di cambiare la costituzione, e per questo cita il
superamento di Dayton. Ma allo stesso tempo ammette: la classe
dirigente non e’ ancora capace di fare un passo del genere.
“Dobbiamo aspettare, e’ un processo di democratizzazione,
dobbiamo attendere nuovi leader”, ammette.
Il presidente non risparmia d’altro canto critiche ai
cosiddetti “aiuti esterni”: “Quando funzionari stranieri ci
chiedono ‘cosa possiamo fare per voi’ – afferma – la mia
risposta e’: ‘non sostenete i politici o i partiti, sostenete un
sistema di valori’. Questo e’ il nostro messaggio ai politici
europei e americani”. (ANSA).